728p90 Gelati cessione-del-quinto-dello-stipendio : Il prestito

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Cessione del quinto dello stipendio

Il prestito personale che prevede la Cessione del Quinto dello stipendio è una forma diversa di prestito personale non finalizzato. E' particolare perchè la rata del prestito viene addebitata direttamente sulla busta paga di chi richiede il prestito. Infatti è il datore di lavoro che ha la responsabilità di prelevare i soldi dallo stipendio e inviarli alla finanziaria che ha erogato il prestito. Si chiama Cessione del Quinto dello stipendio perchè la legge prevede che si possa cedere fino a 1/5 dello stipendio. In alcuni casi, come nel caso del Prestito con delega, si può cedere fino a 2/5 dello stipendio. Attenzione: la cessione del quinto dello stipendio prevede che se per qualsiasi motivo (perdita del lavoro, infortunio, morte del richiedente) questi non riesce a rimborsare la somma avuta in prestito, la banca possa rifarsi sul TFR, cioè la liquidazione del richiedente. Sono comunque previste assicurazioni obbligatorie che coprono tutto o in parte questi imprevisti.

Chi può chiedere la Cessione del Quinto dello stipendio?

La cessione del Quinto è un prestito molto comodo, veloce e senza troppi impegni, ma è riservato solo ad alcune categorie di lavoratori. Per ottenerlo bisogna essere stipendiati, quindi essere un dipendente a tempo indeterminato di una Pubblica Amministrazione o di un'azienda privata. Però, mentre per i dipendenti pubblici esiste una legge che obbliga il datore di lavoro ad accettare la cessione del quinto, per i dipendenti privati esiste una discrezione del datore di lavoro, che può anche rifiutare la cessione del quinto dello stipendio. I lavoratori autonomi, a progetto, determinati e tutti quelli che non hanno un posto di lavoro stabile e sicuro nel tempo, non possono ottenere la cessione del quinto. Anche se la legge dal 2005 lo consente, nella pratica è quasi impossibile ottenerlo.

Le caratteristiche della Cessione del Quinto dello stipendio

  • La cessione del quinto dello stipendio permette di ottenere un prestito da 3.000 a 45.000 euro;
  • Le rate possono arrivare fino a 120, cioè 10 anni;
  • La cessione del quinto è possibile anche per pignorati e protestati;
  • Il lavoratore deve avere almeno 1 anno di anzianità se dipendente pubblico non statale. Almeno 4 anni se dipendente pubblico statale. Per i dipendenti privati, il termine dipende dalla finanziaria che effettua la richiesta. Di solito sono chiesti almeno 18 mesi di anzianità;
  • L'azienda privata che autorizza la cessione del quinto, deve essere una Srl o una Spa con capitale sociale e numero di dipendenti che soddisfino i requisiti richiesti da banche e finanziarie;
  • Chi richiede il prestito deve andare in pensione DOPO la fine del prestito, quindi la finanziaria tiene conto di questo elemento.

La convenienza

Senza dubbio la convenienza di questo finanziamento sta nel poterne usufruire senza la necessità di appoggiarsi ad un conto corrente bancario, infatti la Cessione del quinto si salda attraverso rate mensili, a tasso fisso per l'intera durata dell'ammortamento (massimo 120 mesi), le quali non possono superare un quinto dello stipendio netto o della pensione. Tali quote includono tutti gli eventuali costi accessori e assicurativi.

Il loro pagamento si effettua con trattenuta diretta dalla busta paga attuata dal datore di lavoro, solo quest'ultimo infatti si assume la responsabilità del pagamento a favore dell'ente finanziatore e, una volta accertate le premesse, è obbligato ad accogliere la richiesta del dipendente.

Per ottenere questo finanziamento è indispensabile che il richiedente abbia maturato minimo da 6 a 12 mesi di anzianità lavorativa, egli dovrà semplicemente fornire il certificato di stipendio alla banca d'appoggio, insieme alla copia dell'ultima busta paga.

Per abbattere l'eventuale rischio d'insolvenza, il richiedente mette a disposizione il proprio TFR e, una volta dato il proprio consenso al finanziamento, il debitore non può più annullare il pagamento.

La cessione del quinto può essere concessa anche a cattivi pagatori, pignorati o protestati, in quanto la garanzia del rimborso spetta al datore di lavoro, che si impegna a trattenere l’importo delle rate e a depositarlo direttamente all’istituto finanziatore. La garanzia del prestito risiede unicamente nella stabilità del contratto di lavoro: la rata viene versata finché c’è una busta paga (o una pensione) su cui addebitarla; non si pretendono altre garanzie supplementari, come ipoteche, garanti o fideiussioni. Obbligatoria invece la stipulazione di una polizza assicurativa che possa tutelare la banca da possibili rischi (perdita del lavoro o decesso del debitore).

La banca o società finanziaria eroga la somma stabilita attraverso un assegno circolare intestato al richiedente, oppure versandola direttamente sul conto corrente o tramite bonifico bancario. La consegna dell'importo è rapidissima, per esempio un dipendente pubblico o di una grossa azienda può ottenere un anticipo in meno di 24 ore. È bene far notare che la cessione del quinto non conviene per i bassi importi, nei quali il TAEG è tendenzialmente più elevato.

La legge prevede che il prestito con cessione del quinto, su semplice richiesta del richiedente, può essere estinto in via anticipata, recuperando gli interessi non ancora maturati, oppure rinnovato prima dell'effettiva scadenza, ottenendo un nuovo finanziamento, o ancora rinegoziato con uno di importo più elevato.


Il prestito con la cessione del quinto è regolamentato dal D.P.R. legge 180/50